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domenica 26 maggio 2019

Accesso alla Dirigenza pubblica deve avvenire tramite il concorso pubblico

Di conseguenza, l’accesso alla Dirigenza pubblica deve avvenire tramite il concorso pubblico e, pertanto, il ricorso allo strumento degli incarichi dirigenziali è legittimo soltanto se ed in quanto rispetti realmente i limiti della provvisorietà in funzione di temporanee esigenze dell’Amministrazione.
Il principio è consacrato, con riferimento alla specifica materia del conferimento degli incarichi dirigenziali, nella sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015 secondo cui il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’amministrazione pubblica deve avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, il quale è necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio nonché nelle ipotesi di passaggio ad una fascia funzionale superiore, che comporta «l’accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso» (in tal senso anche, Corte Cost. sentenze n. 194 del 2002; n. 217 del 2012, n. 7 del 2011, n. 150 del 2010, n. 293 del 2009).
Il Giudice delle Leggi, nella medesima sentenza, ha anche affermato un altro principio, che è di estrema rilevanza: la contrarietà al divieto del conferimento degli incarichi senza il previo esperimento del concorso pubblico di disposizioni, che non si pongono in contrasto diretto con tali principi.
Ci si riferisce alle ipotesi in cui la P.A. consente, in via asseritamente temporanea, l’assunzione di tali incarichi da parte di funzionari, in attesa del completamento delle procedure concorsuali per colmare le carenze nell’organico dei propri dirigenti.
L’istituto degli incarichi dirigenziali è previsto e disciplinato dall’art. 19 del D.lgs. n. 165/2001 (T.U. PUBBLICO IMPIEGO), ai sensi del quale, individuati l’oggetto dell’incarico e gli obiettivi da conseguire, con riferimento alle priorità, ai piani e ai programmi definiti dall’organo di vertice nei propri atti di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che intervengano nel corso del rapporto, nonché la durata dell’incarico, sono conferiti incarichi di funzione dirigenziale “entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui all’articolo 23 e dell’8 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo determinato ai soggetti indicati dal presente comma” e per una durata limitata, (per gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di funzione dirigenziale il termine di cinque anni), salvo a fornire esplicita motivazione qualora l’incarico venga conferito a soggetti con professionalità  non rinvenibili nel ruolo dell’Amministrazione
Dunque, i presupposti perché le Amministrazioni procedano al conferimento degli incarichi dirigenziali, ai sensi dell’art. 19 cit., sono la temporaneità degli incarichi e l’eccezionalità delle esigenze delle stesse in relazione all’oggetto dell’incarico e agli obiettivi da conseguire e sopperire, in ossequio ai principi di efficienza e di efficacia della P.A., alle carenze di personale affidando, in via del tutto eccezionale e temporanea, l’esercizio delle funzioni dirigenziali a soggetti qualificati, interni o, ricorrendone i presupposti, esterni alla P.A. .

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