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Colon, 10% dei tumori dovuti alla dieta sbagliata

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giovedì 27 giugno 2019

Dati statistici

Canale Documentazione - Tag Dati statistici in 41 pagine
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martedì 25 giugno 2019

In Italia una mappa per curare le malattie rare

 Il portale public reporting «doveecomemicuro» (www.doveecomemicuro.it) che ha messo on line i centri delle strutture sanitarie italiane.

Basta digitare all’interno del «cerca» in homepage il nome di una malattia rara, ad esempio «Sindrome 3C», oppure un suo sinonimo come «Displasia cranio-cerebello-cardiaca». Nella pagina dei risultati compariranno le strutture in ordine alfabetico o di vicinanza (se l’utente attiva la geolocalizzazione).

L'Italia è leader nella cura al cancro alla tiroide

L'aumento delle dimensioni della tiroide, la presenza di noduli, neoplasie e alterazioni della funzionalità di questa ghiandola interessano tutte le popolazioni del globo, con un incremento di incidenza costante. L'Italia è un Paese particolarmente esposto a queste patologie, sia per motivi di tipo genetico sia per ragioni 'storiche' legate a un'inadeguata assunzione di iodio

Patologie cardiovascolari: prevenzione con screening cardiovascolare e Check Up personalizzati

“Le malattie cardiovascolari causano ogni anno nel mondo 18 milioni di morti e sono ancora ad oggi la prima causa di decessi fra uomini e donne nella totalità dei Paesi europei e nei Paesi in via di sviluppo per tutte le età.
Nella fascia d’età tra 45-75 anni in Italia ogni anno muoiono 50.000 persone totalmente asintomatiche. Quasi la metà di esse ha eseguito gli accertamenti tradizionali compresa una prova da sforzo massimale con esito negativo per coronaropatia". 

Ce ne parla il Dott. Ilja Gardi, Coordinatore del Dipartimento Cardiovascolare a Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA). 

Le pubblicazioni scientifiche dimostrano come prima della comparsa dei sintomi sia possibile individuare i soggetti a rischio misurando la presenza di calcificazioni nelle coronarie, permettendo così di dare al paziente un percorso di cura affinché le placche coronariche non aumentino mettendo a rischio la salute cardiaca dello stesso. I soggetti a rischio sono individuabili sottoponendoli a TC Coronarica per la valutazione quantitativa del calcio coronarico, utilizzando il metodo Calcium Score Index

Di conseguenza a fronte di queste evidenze, GVM Care & Research gruppo ospedaliero italiano tra i principali specialisti nazionale ed internazionali di patologie cardiovascolari, ha avviato all’interno di Maria Cecilia Hospital - Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale - un programma di valutazione cardiovascolare completa, su due livelli, tramite l’utilizzo di TC Coronarica

Il primo livello è di screening predittivo coronarico, mentre il secondo livello di approfondimento diagnostico si effettua qualora  la situazione clinica del paziente lo richieda, per inquadrare in modo più completo la salute del paziente.

Lo screening predittivo dello stato delle coronarie, si effettua in pochi minuti, è un esame semplice e  non invasivo; dopo aver risposto ad alcune domande sullo stile di vita, per inquadrare i fattori di rischio   cardiovascolare, il paziente effettua contemporaneamente un ECG (elettrocardiogramma) e una TC Coronarica senza mezzo di contrasto.  

Questo doppio esame contestuale consente, su base statistica ma personalizzata, di calcolare tramite il punteggio del Calcium Score Index l’eventuale rischio per il paziente di essere soggetto problemi coronarici nei successivi 3-5 anni. Ovviamente minore sarà il punteggio e minore sarà il rischio coronarico per il paziente.

L’attività di prevenzione sulle patologie coronariche di Maria Cecilia Hospital prosegue anche con Check Up più avanzati con valutazione clinica e strumentale di tutte le malattie cardiovascolari, con inquadramento di tutti i distretti a rischio, in particolare quello cerebrale per l’ictus e quello periferico per valutare e prevenire la rottura dell’aorta addominale, eventi gravi che possono presentarsi in modo improvviso anche in pazienti asintomatici. 

programmi di prevenzione cardiovascolare avanzati, oltre a quanto previsto per il Calcium Score Index, sono composti da una anamnesi completa; l’ecocolordoppler carotideo che consente di vedere eventuali placche sulle pareti interne dei vasi carotidei - prevenzione ictus; l’ecocolordoppler cardiaco per valutare il flusso ematico vascolare e le eventuali sofferenze del muscolo, le malattie valvolari, le malattie congenite e del pericardio; l’ecotomografia dell’aorta addominale, per valutare eventuali processi degenerativi in atto o possibili dilatazioni del calibro dell’aorta ma anche potenziali aneurismi da sorvegliare o da trattare.  

domenica 23 giugno 2019

Chirurgia soft per l'anca

Una decina d'anni fa, passava anche un mese e mezzo prima che il paziente potesse poggiare il piede per terra. Oggi in molti casi si rialza immediatamente e con l'aiuto delle stampelle ricomincia subito a camminare.

 Nel nostro Paese a offrirle "siamo pochissimi, direi 4 centri", fra cui l'Humanitas Gavazzeni che schiera "un team di 8 persone" guidato da Gennaro Fiorentino, responsabile di Ortopedia e Traumatologia all'ospedale bergamasco.

Una tecnologia che puo' aiutare i malati di Parkinson


Vaccino per alcuni tumori autorizzato sugli uomini


Prevenzione: Potresti non sentirti molto diverso rispetto ai tuoi 20 anni, ma il tuo corpo sta cambiando. Ecco alcuni segnali di avvertimento che indicano che è il momento di chiamare il medico:

Potresti non sentirti molto diverso rispetto ai tuoi 20 anni, ma il tuo corpo sta cambiando. Ecco alcuni segnali di avvertimento che indicano che è il momento di chiamare il medico: 

Urologica-Andrologica

1- Dolore sotto la cintura: dolore che non scompare nel bacino, genitali, lato, addome, indietro o quando si urina 
2- Disfunzione erettile: ottenere o mantenere un'erezione 
3- Sangue nelle urine: Anche una piccola quantità di sangue può essere un segno che qualcosa non va 

venerdì 21 giugno 2019

Diagnosi della sclerosi multipla: le revisioni 2017 dei criteri McDonald

Sommario

I criteri McDonald del 2010 per la diagnosi di sclerosi multipla sono ampiamente utilizzati nella ricerca e nella pratica clinica. I progressi scientifici negli ultimi 7 anni suggeriscono che potrebbero non fornire più le linee guida più aggiornate per medici e ricercatori. Il gruppo internazionale sulla diagnosi della sclerosi multipla ha esaminato i criteri di McDonald del 2010 e ha raccomandato le revisioni. I criteri di McDonald del 2017 continuano ad applicarsi principalmente ai pazienti che presentano una tipica sindrome clinicamente isolata, definiscono ciò che è necessario per soddisfare la disseminazione nel tempo e nello spazio delle lesioni nel SNC e sottolineano la necessità di una spiegazione migliore per la presentazione. Sono state apportate le seguenti modifiche: in pazienti con una tipica sindrome clinicamente isolata e dimostrazione clinica o MRI di disseminazione nello spazio, la presenza di bande oligoclonali specifiche del CSF consente una diagnosi di sclerosi multipla; le lesioni sintomatiche possono essere utilizzate per dimostrare la disseminazione nello spazio o nel tempo in pazienti con sindrome sovratentoriale, infratentoriale o del midollo spinale; e le lesioni corticali possono essere utilizzate per dimostrare la disseminazione nello spazio. La ricerca per perfezionare ulteriormente i criteri dovrebbe concentrarsi sul coinvolgimento del nervo ottico, sulla convalida in diverse popolazioni e sull'incorporazione di marcatori di imaging avanzato, neurofisiologico e di fluidi corporei.

Patologia serotoninergica e carico di malattia nella fase premotoria e motoria del parkinsonismo della a-sinucleina A53T: uno studio trasversale

A causa della mutazione genica altamente penetrante e delle caratteristiche cliniche compatibili con il morbo di Parkinson idiopatico, i portatori della mutazione autosomica dominante Ala53Thr (A53T; 209G → A) nel gene α-sinucleina ( SNCA ) sono una popolazione ideale per studiare la fase del premotore e evoluzione della patologia di Parkinson. Dati i noti cambiamenti neurochimici nel sistema serotoninergico e la loro associazione con i sintomi della malattia di Parkinson, abbiamo ipotizzato che i portatori della mutazione A53T SNCA potrebbero mostrare anomalie nel sistema di neurotrasmettitore serotoninergico prima della diagnosi del morbo di Parkinson e che questa patologia potrebbe essere associata a misure del carico di Parkinson.

Floodlight Open la App che aiuta a convivere con la SM

Floodlight Open misura la tua capacità di eseguire semplici attività sul tuo smartphone con l'obiettivo di comprendere gli effetti della MS sul tuo cervello, mani e corpo. Ogni punto dati di ogni persona contribuisce a un set di dati unico e aperto progettato per aiutare a spostare avanti la ricerca MS.

Scaricala

Cancro della prostata: ecco cinque cose che devi conoscere

Roma, 17 giugno 2019 – Il tumore della prostata è la neoplasia maschile più frequente nel nostro Paese. Ciò nonostante risulta ancora poco conosciuta: il 44% degli italiani non sa che esistono delle cure efficaci in grado di contrastarla. Ecco cinque cose che forse non conosci sulla patologia:
1. Un terzo dei casi sono di bassa aggressività e possono essere trattati con la sorveglianza attiva. Si tratta di un monitoraggio accurato della patologia che prevede la possibilità di intervenire solo in caso di peggioramento clinico
2. Per classificare i cinque gradi di malignità della neoplasia si utilizza il “punteggio di Gleason”. Prende il nome il nome dal patologo Donald Gleason che ha ideato questa classificazione
3. In Italia la sopravvivenza dei pazienti, a 5 anni dalla diagnosi, è attualmente del 91%. E’ un dato più alto rispetto alla media europea (83,4%)
4. L’attività sessuale non ha alcuna influenza sulla progressione della malattia, tuttavia durante il trattamento possono insorgere problemi di libido e di erezione a causa dei farmaci somministrati
5. I pazienti colpiti da patologie della prostata (non solo di tumore) devono evitare cibi irritanti delle vie urinarie, come insaccati, cibi piccanti e speziati, fritture e frutta secca. In qualche caso anche le bevande gassate e gli alcolici possono essere controindicati
“Il carcinoma prostatico è una patologia particolarmente “furba” perché riesce a mettere in atto dei sistemi di difesa che contrastano l’efficacia delle terapie – afferma il dott. Alberto Lapini, Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) -. Rappresenta un ottimo esempio dei vantaggi che si possono ottenere dalla gestione multidisciplinare e multiprofessionale dei tumori urologici. Se un paziente viene assistito da un team al cui interno lavorano e collaborano diversi specialisti, vengono ottimizzati l’appropriatezza diagnostica e terapeutica-osservazionale, l’accesso alle cure disponibili così come l’utilizzo delle risorse disponibili”.

Dove mi curo? Alla scelta dei centri di chirurgia oncologica in Italia

Questa sezione, disponibile online dal primo ottobre 2018, offre ai pazienti e ai cittadini una fotografia delle strutture sanitarie italiane con una rilevante attività di chirurgia oncologica nell’anno 2016.

Trovate il logo anche in home page che vi porta nel motore di ricerca del sito.

giovedì 20 giugno 2019

Formazione continua. Insediata la Commissione Ecm al ministero della Salute

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha presieduto la prima riunione della Commissione nazionale per la formazione, il nuovo organismo istituito presso l’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali - Agenas per il triennio 2019-2021.
“Immagino un sistema per l’aggiornamento professionale caratterizzato da incentivi e premialità per le aziende sanitarie. Dobbiamo superare l’attuale sistema esclusivamente sanzionatorio e punitivo, che non invoglia una categoria professionale già sottoposta a gravosi impegni di lavoro. Da oggi cambino rotta per il bene del nostro SSN”. Con queste parole il ministro Grillo ha augurato buon lavoro alla nuova Commissione.
La Commissione Ecm ha il compito di assicurare una formazione continua e qualificata a tutti i professionisti che operano nel sistema salute,  per garantire prestazioni sanitarie di qualità e aggiornate alle conoscenze scientifiche e tecnologiche, per rispondere al meglio ai bisogni dei pazienti e alle complessità crescenti del servizio sanitario.
La Commissione è stata ricostituita con decreto del ministro della Salute del 17 aprile 2019.

martedì 18 giugno 2019

Gli enzimi capaci di convertire il gruppo sanguigno da A a 0 (il donatore universale)

Gli enzimi capaci di convertire il gruppo sanguigno da A a 0 (il donatore universale)

 An enzymatic pathway in the human gut microbiome that converts A to universal O type blood

Aggiornamento Linee Guida Triage Ospedaliero


l Lazio sarà la prima regione a partire a gennaio, con una fase di sperimentazione. L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa e diminuire il margine di errori medici. I nuovi codici, anticipati dal Corriere della Sera, vanno da 1 a 5, dove 1 rappresenta i casi più gravi (emergenza), 2 l'urgenza, 3 l'urgenza differibile, 4 l'urgenza minore e 5 la non urgenza.
I primi tre sono a medio-alta intensità di cure, mentre gli ultimi due a moderata-bassa intensità. I tempi stimati di accesso vanno da immediato a 240 minuti.


https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato208206.pdf

http://www.compartosanita.it/wp-content/uploads/2018/05/TRIAGE-LINEE-GUIDA.pdf

http://www.simeup.it/wp-content/uploads/2016/11/Panuccio-Pinto.pdf

La Radiomica: il futuro è qui.

La radiomica è un nuovo approccio di analisi delle immagini mediche volta ad ottenere, tramite opportuni metodi matematici e statistici, informazioni di tipo quantitativo non rilevabili dalle immagini tramite la semplice osservazione visiva da parte del medico. Mediante la radiomica è possibile ad esempio quantificare il grado di eterogeneità tissutale di una lesione primitiva di un paziente e da questa informazione ricavare la prognosi o la risposta di quel paziente ad un determinato trattamento.

lunedì 17 giugno 2019

UN CHIP INSTALLATO NEL CERVELLO PERMETTE DI SUPERARE I PROBLEMI DI MEMORIA

Un chip che va installato nel cervello consente ai pazienti colpiti da un trauma di tornare ad avere una memoria funzionale. È un progetto della Difesa americana, e ora potrebbe arrivare sul mercato.


La Defense Advanced Research Project Agency (Darpa), agenzia di ricerca sulle tecnologie più avanzate che fa capo al Pentagono, negli ultimi cinque anni ha investito 77 milioni di dollari sviluppare dei dispositivi elettronici da impiantare nel cervello come delle protesi per il recupero della memoria di pazienti che hanno subito traumi alla testa. 

I ricercatori dei due team pensano che questi “chip del cervello” potrebbero essere utili anche per i malati di Alzheimer

Un chip che va installato nel cervello consente ai pazienti colpiti da un trauma di tornare ad avere una memoria funzionale.

È un progetto della Difesa americana, e ora potrebbe arrivare sul mercato. Il DARPA, l'Agenzia della Difesa USA che si occupa di progetti tech avanzati, ha investito 77 milioni di dollari in un chip che aiuta le persone che hanno sofferto di traumi a ritornare ad avere una memoria funzionale. Il progetto è stato creato da Micheal Kahana, un professore di psicologia dell'Università della Pennsylvania. 

Viene installato nella corteccia temporale sinistra, e monitora l'attività energetica del cervello. "Abbiamo messo un sensore nel cervello che misura i segnali elettrici", ha spiegato Kahana.

"Se l'attività nel cervello è sotto gli standard, il device produce una piccola scossa, impercettibile dal paziente, che rafforza il segnale elettrico, e aumenta le possibilità che venga creato un ricordo".

Istituto Ortopedico Galeazzi e Istituto Clinico San Siro ai primi posti in Italia per la protesica di anca e ginocchio e trattamento del femore nelle 48 ore

È dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi il primato per l’anno 2018 per aver effettuato il maggior numero di interventi di protesi di anca e ginocchio, collocandosi al primo posto tra i più importanti istituti di cura in Italia. La rilevazione è stata redatta dal “Programma Nazionale Valutazione Esiti (PNE)” di AGENAS (sulla base dei dati 2017) confermando il record della struttura con ben 3.938 casi trattati (2,06%). Sempre secondo il PNE 2018, il Galeazzi è risultato ai primi posti tra tutti gli Ospedali per la più alta percentuale di fratture di femore operate entro le 48 ore distinguendosi con una percentuale del 96,5% e 318 interventi.
Un risultato importante considerando il grande volume di attività di ricoveri per questo tipo di procedura, che riconferma gli elevati standard di eccellenza e professionalità che fanno dell’Istituto Galeazzi una vera e propria istituzione a livello nazionale e internazionale.
Ottimo risultato, per il 2018, anche l’Istituto Clinico San Siro, che si è posizionato al quarto posto tra tutti gli ospedali italiani per il numero di interventi di protesi di anca e ginocchio. Nello specifico, la struttura milanese di Gruppo San Donato ha effettuato, sull’analisi dei dati 2017, 1.725 interventi.
Il Centro di Chirurgia Protesica di Anca e Ginocchio e il Centro di Chirurgia del Rivestimento dell’Anca rappresentano, a questo proposito, un punto di riferimento per il trattamento chirurgico delle patologie degenerative delle articolazioni, nonché simbolo di eccellenza e qualità dell’Istituto.
Per maggiori info, previa registrazione: https://pne.agenas.it/#

domenica 16 giugno 2019

SALUTE - DONAZIONI SANGUE, AUMENTA RACCOLTA IN SICILIA

Sono più che incoraggianti i dati relativi alla raccolta del sangue in Sicilia nel 2018. Secondo il report del Coordinamento regionale delle attività trasfusionali, nell'Isola, che è autosufficiente, si registra una crescita rilevante della quantità di plasma raccolto pari a 64.372 chili, circa 3.800 in più rispetto al 2017. E' significativo anche l'incremento della raccolta dei globuli rossi che vengono utilizzati per il trattamento dei pazienti anemici. Nel 2018, infatti, sono state prodotte 199.896 unità di emazie corrispondenti a + 4.309 unità rispetto all'anno precedente.
E' stata inoltre registrata una raccolta di 22.330 unità di piastrine (utilizzate per il trattamento di difetti dell'emostasi) e di 224.578 unità di plasma che è stato in massima parte destinato alla trasformazione in emoderivati ed in parte utilizzato per trattare i difetti della coagulazione.
Questo andamento favorevole ha consentito di trasfondere ben 54.716 pazienti con 213.000 emocomponenti (584 emocomponenti trasfusi ogni giorno). Secondo l'assessorato regionale alla Salute, l'andamento della raccolta 2018 ha assimilato la Sicilia alle poche Regioni virtuose del Paese.
I dati sono stati recentemente inseriti sulla piattaforma web del Sistema informativo dei servizi trasfusionali (Sistra) e trasmessi all'Istituto superiore di sanità per documentare il contributo reso dai donatori siciliani volontari di sangue, l'attività di raccolta effettuato ed il consumo di emocomponenti nelle aziende del Sistema sanitario regionale.
Proprio il report relativo ai donatori fa segnalare nel 2018 una modesta riduzione del numero dei donatori periodici (-1,61%), in linea con il trend nazionale, che viene però contrastato da un incremento significativo dei nuovi donatori pari a + 1.700 rispetto all'anno precedente.
L'assessore alla Salute Ruggero Razza, inoltre, per contrastare la carenza che si osserva nel trimestre estivo, ha autorizzato le aziende sanitarie sedi dei Servizi trasfusionali ad avvalersi delle Unità di raccolta mobili gestite dalle Associazioni dei donatori volontari operanti in province diverse da quelle di appartenenza al fine di rendere più efficiente la raccolta del sangue
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Intervento chirurgico innovativo su un paziente 47enne affetto da metastasi epatiche inoperabili, da tumore del colon.


Attrice dei fatti l'Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova con il prof. Umberto Cillo direttore della Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti Epatici
L’intervento chirurgico si è svolto in due tempi: 1) un piccolo frammento di fegato donato da un familiare è stato posizionato vicino al fegato malato. 2) il frammento (di fegato) donato, in soli 17 giorni, ha raggiunto un volume tale da sostenere la vita.... e pertanto il fegato metastatico del paziente è stato rimosso, per la prima volta al mondo, con tecnica mini-invasiva in videolaparoscopia.
Complimenti all'equipe di 20 persone che hanno prestato la loro opera dalle 8:00 del mattino sino a conclusione dell'intervento alle ore 02:00 di notte del giorno successivo.


giovedì 6 giugno 2019

Due generatori globali di enormi quantità di dati sanitari stanno collaborando su strumenti digitali per alcune delle più grandi sfide sanitarie del mondo. A Bot for Sepsis and Cancer Care in the Cloud

← BackAll News → A Bot for Sepsis and Cancer Care in the Cloud Two global generators of massive amounts of healthcare data are collaborating on digital tools for some of the world’s biggest health challenges The average hospital creates 50 petabytes of data per year – roughly the size of 10 million iCloud storage accounts. This includes clinical notes, lab tests, medical images, sensor readings, genomics, and operational and financial data. Yet less than three percent of it is used.

[1] For example, the heart rate makes it to the EMR, but the high-fidelity ECG waveform it comes from never does. Lab values might show that white blood cell count is normal, but the microscopes in the lab can see changes in the white cells shape and internal components. “It’s like visiting the Mona Lisa and sending home a post card that reads, ‘I saw a painting of a woman,’” said Paul Mullen, General Manager of Acute Care at GE Healthcare, which is working closely with clinical partners globally to solve these operational and technology challenges. “It’s true, but not enough.” Lack of effective data integration can prevent clinicians from understanding the root cause of an illness and may hinder informed decision-making when it is most crucial, for example in acute situations, such as the onset of sepsis. Without quick treatment, sepsis, a common but serious complication arising from an infection, can cause multiple organ failure. It claims the lives of 250,000 patients in the United States each year. “The early detection of sepsis has eluded us even with the most state-of-the-art biomarkers and diagnostics,” said Dr. Matthew J. Bankowski, Ph.D., MS, D (ABMM), HCLD/CC (ABB), Clinical and Molecular Microbiology Laboratory Director at Baptist Medical Center in Jacksonville, Florida. “We desperately need a solution for early detection.” To address this challenge, GE Healthcare and Roche Diagnostics are working to create an AI-enabled “Virtual Collaborator”


[2] to integrate data from the EMR and other patient-information systems and provide insights into the status and trends of patients who are at-risk for sepsis-related deterioration. While most current applications of AI are reactive in nature, with the technology responding to questions or inputs, GE Healthcare and Roche say their AI-enabled bot takes things one step further – beginning to infer the “why” behind clinicians’ questions and serving relevant information beyond what was asked. For example, a clinician treating a patient for heart failure will have different reasons for asking about blood pressure than a clinician treating a trauma patient, even though the question — “What is the blood pressure?” — is the same for both. “Imagine a clinical scenario in which a patient’s condition is deteriorating, but it’s unclear why or how quickly,” Mullen said. “Clinicians are left to forage through mounds of data and to connect the dots – when there’s little time to waste. A doctor could ask the virtual collaborator a question, and it will ‘understand’ and provide additional context, otherwise buried in the EMR, to help the clinician better treat the patient.” Part of a partnership between GE Healthcare and Roche Diagnostics that was announced in early 2018, the sepsis solution is one example of the way industry is coming together in less traditional ways. “I believe that a collaborative endeavor like the one between diagnostic tools from Roche and analytic tools for patient monitoring from GE Healthcare is the type of joint thinking we need for early detection,” Dr. Bankowski said. The collaboration is also working on cloud-based software to fundamentally change the process of tumor boards – meetings that bring together providers from multiple disciplines to discuss the diagnosis and treatment plan for a patient with cancer. Reports show that the process of preparing for, conducting and documenting tumor board meetings is frequently suboptimal and non-standardized,

[3] with each specialist aggregating data in a silo. As a result, clinicians can develop perspectives based on an incomplete view of the patient, and meetings are spent switching back and forth between systems and portable technologies as each specialist gives their presentation.

[4] These inconsistencies and inefficiencies can lead to wasted time, decreased engagement, and could even negatively impact patient outcomes.[5]

 “Time is the most important factor in quality of care, and it is a scarce commodity in medicine,” said Dr. Sergi Serrano, a pathologist at Hospital del Mar in Barcelona, Spain. “Time to test, time to review results, time to listen to the patients, time to consider the best therapeutic option.

” That’s why the two companies are partnering to combine in-vitro diagnostic data (biomarkers, tissue pathology, genomics, sequencing) and in-vivo diagnostic data (medical imaging) with clinical context for a more streamlined and holistic view of the patient. “NAVIFY Tumor Board streamlines and standardizes clinical workflow and aggregates relevant data into a holistic patient dashboard, helping oncology care teams collaborate to deliver personalized care more efficiently,” said Dr. Okan Ekinci, Chief Medical Officer of Roche Diagnostics Information Solutions. [1]

https://www.emc.com/analyst-report/digital-universe-healthcare-vertical-report-ar.pdf

Eventi


mercoledì 5 giugno 2019

martedì 4 giugno 2019

Why Does the Brain Consume So Much Energy?

Perché il cervello consuma così tanta energia? #science #sciencenews #brain #brainresearch #neuroscience

Il Corso teorico-pratico di Ecocardiografia transesofagea tridimensionale nell'interventistica endovascolare si terrà il 24 e il 25 giugno presso l'Area Formazione di Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna).

Il Corso teorico-pratico di Ecocardiografia transesofagea tridimensionale nell'interventistica endovascolare si terrà il 24 e il 25 giugno presso l'Area Formazione di Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna). Il corso coordinato dal dott. Angelo Squeri punterà sull'alta formazione pratica e saranno ammessi un massimo di 4 partecipanti.


Tumori, nuova terapia aumenta tasso sopravvivenza per cancro a polmoni

Da alcuni dati preliminari dello studio di fase I presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) di Chicago è emerso che un nuovo farmaco anticorpo-coniugato per il carcinoma polmonare non a piccole cellule è in grado di ridurre le dimensioni del cancro.
Si tratta, in realtà, di una nuova terapia messa a punto da AstraZeneca destinata ai pazienti colpiti da tumori del polmone a piccole cellule (Nsclc) che non possono essere operati e che sono in una fase avanzata della malattia.
In base ai dati presentati al congresso, il 57% dei pazienti è vivo dopo tre anni rispetto al 43,5% trattati con placebo. "Questi risultati - ha detto Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell'Università di Torino e Presidente dell'International Association for the Study of Lung Cancer - sono estremamente incoraggianti per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio III, non resecabile, che da 15 anni non avevano a disposizione nessuna nuova arma terapeutica, e confermano durvalumab (il farmaco, ndr) quale prima immunoterapia a dimostrare un beneficio significativo di sopravvivenza globale".
"Questi risultati con durvalumab rappresentano un ulteriore esempio del nostro obiettivo di offrire benefici di sopravvivenza a lungo termine ai pazienti che ancora hanno una possibilità di cura", ha inoltre affermato Scott Pescatore, Vice President Oncology Business Unit for AstraZeneca Italy.
Un buon risultato ma Jhanelle Gray, MD, Direttore del dipartimento di Oncologia Toracica al Moffitt Cancer Center di Tampa in Florida e investigatore nello studio PACIFIC, si mostra ancora più fiducioso tanto da affermare di essere convinto che “questo trend di sopravvivenza continuerà man mano che ci muoviamo verso il termine dei cinque anni in questo setting ad intento curativo".
"Prima della disponibilità di durvalumab per il trattamento dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio III, non operabile, i tassi di sopravvivenza a cinque anni erano limitati al 15-30%".
Il profilo di sicurezza e tollerabilità di durvalumab era in linea con i risultati riportati al momento della precedente analisi di sopravvivenza globale. Tra quanti hanno ricevuto il farmaco, gli eventi avversi più comuni, superiori o uguali al 20% dei pazienti, contro placebo erano tosse (35,2% vs 25,2%), fatigue (24,0% vs 20,5%), dispnea (22,3% vs 23,9%) e polmonite da radiazioni (20,2% vs 15,8%).
Il 30,5% dei pazienti affetti da tumori ai polmoni ha manifestato un evento avverso di grado 3 o 4 con durvalumab vs il 26,1% con placebo. Il 15,4% dei pazienti, invece, ha dovuto interrompere il trattamento per gli eventi avversi causati rispetto al 9,8% con placebo.

domenica 2 giugno 2019

Algoritmo di tracciamento delle fibre di brainance identifica con successo le radiazioni laterali del Corpus callosum, senza essere sensibili agli effetti delle fibre trasversali che la maggior parte degli algoritmi clinicamente approvati stanno soffrendo.


Tumore pancreas, nuova cura dimezza progressione malattia

Per combattere il tumore del pancreas, particolarmente difficile da trattare e contro il quale non sono molte le opzioni terapeutiche disponibili, arriva una nuova arma: per la prima volta una terapia innovativa e personalizzata migliora la sopravvivenza dei pazienti con questa forma di tumore metastatico. Si chiama olaparib, e nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. A 2 anni, il 22% dei pazienti trattati con olaparib risulta libero da progressione di malattia (rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo). A dimostrarlo è lo studio internazionale di fase III POLO, presentato oggi in seduta plenaria al 55mo Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO) e pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Che cos’è l'olaparib

Lynparza è un potente inibitore dell’enzima umano poli (ADP-ribosio) polimerasi (PARP-1, PARP-2 e PARP-3) e ha dimostrato di inibire la crescita di linee cellulari tumorali selezionate in vitro e la crescita tumorale in vivo, quando è stato impiegato in monoterapia o in associazione con regimi chemioterapici noti. La PARP è necessaria per riparare efficientemente le rotture dei singoli filamenti di DNA e un aspetto importante della riparazione indotta dalla PARP implica che, in seguito alla modificazione della cromatina, la PARP si automodifichi e si dissoci dal DNA per facilitare l’accesso agli enzimi di riparazione per escissione di base (BER). Quando Lynparza è legato al sito attivo della PARP associata al DNA, impedisce la scissione della PARP e la intrappola sul DNA, bloccando in tale modo il processo di riparazione.
Lynparza è indicato come monoterapia per il trattamento di mantenimento di pazienti adulte con recidiva platino-sensibile di carcinoma ovarico epiteliale sieroso di alto grado, di carcinoma alle tube di Falloppio o carcinoma peritoneale primario, BRCA-mutato (mutazione nella linea germinale e/o mutazione somatica), che rispondono (risposta completa o risposta parziale) alla chemioterapia a base di platino.

sabato 1 giugno 2019

Diffusione del tumore al seno in Italia

I dati relativi al nostro paese indicano che 1 donna su 8 in Italia si ammala di tumore al seno nel corso della sua vita. Tra le patologie oncologiche è la più diffusa tra il genere femminile, con circa 50.000 nuovi casi ogni anno in Italia, e con un trend di incidenza in leggera ascesa (+0,3%).
Complessivamente, la sopravvivenza risulta in Italia essere pari all’87% a 5 anni dalla diagnosi e all’80% a 10 anni. Inoltre la mortalità è in diminuzione continua (-0,8% per anno). Questo grazie ai significativi progressi compiuti nella diagnosi e nella cura.
Ma, malgrado tali avanzamenti, il tumore al seno si configura ancora, tra le patologie oncologiche, come la prima causa di morte, rappresentando il 17% delle morti femminili dovute al cancro, con oltre 12.000 decessi ogni anno. [AIOM – AIRTUM, I numeri del cancro in Italia 2018, p.122]

Nuovo farmaco aumenta la sopravvivenza nelle malate di cancro al seno con metastasi

È un nuovo farmaco che riesce a controllare tumori al seno metastatizzati in donne giovani: si chiama ribociclib ed è in grado di aumentare la sopravvivenza globale di queste persone.

Kisqali in combinazione con un inibitore dell'aromatasi è indicato come terapia iniziale a base endocrina per il trattamento delle donne in post-menopausa con carcinoma mammario in stadio localmente avanzato o metastatico positivo per il recettore ormonale (HR) e negativo per il recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano (HER2).


Questo è il riassunto della relazione pubblica europea di valutazione (EPAR) per Kisqali. Illustra il modo in cui l’Agenzia ha valutato il medicinale arrivando a raccomandarne l’autorizzazione nell’UE e le condizioni d’uso. Non ha lo scopo di fornire consigli pratici sull’utilizzo di Kisqali. Per informazioni pratiche sull’uso di Kisqali i pazienti devono leggere il foglio illustrativo oppure consultare il medico o il farmacista.

Kisqali può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica e il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nell’utilizzo di terapie antitumorali.


I benefici del trattamento sono rimasti uniformi in tutti i sottogruppi di pazienti, a prescindere dalle caratteristiche demografiche o patologiche, anche nelle donne con malattia viscerale e in quelle diagnosticate de novoTra le donne con malattia misurabile al basale, il 55% ha osservato una riduzione delle dimensioni del tumore di almeno il 30% (tasso di risposta globale, ORR), rispetto al 39% delle pazienti trattate con letrozolo + placebo. Il follow-up per la misurazione della sopravvivenza globale è tuttora in corso, poiché i dati rimangono immaturi.

 I ricercatori hanno voluto confrontare la terapia standard a base di ormoni con l’associazione della terapia ormonale con il ribociclib: dopo 48 mesi di terapia la sopravvivenza delle donne trattate con l’associazione risultava del 70,2 per cento, mente quella delle pazienti curate con la terapia standard era del 46 per cento.

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